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giovedì 3 maggio 2012

L'unico vero Petrolio Italiano è il suo Patrimonio Culturale, Artistico, Storico e Ambientale... Ma lo sappiamo sfuttare ???



Uno dei  nostri punti di forza nel mondo, anche a livello economico, è tutto il nostro patrimonio, ciò che i nostri padri hanno saputo creare con la loro intelligenza e con le loro sapienti mani.

Cultura, Ambiente, Storia e Arte sono unite in una unica parola: ITALIA.

Milioni di visitatori vengono quasi quotidianamente a visitare il BEL PAESE, a respirare la nostra aria, ricca di emozioni, senzazioni e colori, pagando per avere questa boccata di bellezza, la stessa aria che NOI tutti i giorni respiriamo, ma che, come anestetizzati, non sappiamo più apprezzare, valorizzare, assaporare.

E, usando un detto poco elegante, è come sputare nel piatto dove si mangia, ci ritroviamo mari non più limpidi con al posto della sabbia rifiuti edili (mattonelle e pezzi di mattone), terre inquinate, monumenti ricoperti di scritte inutili e idiote con contorno di bottiglie e cicche di sigarette.

Se il tuo quartiere è sporco evidentemente qualcuno sporca (ad es. basta vedere il CIMITERO di Gratta e Vinci vicino alle ricevitorie o i bar), certo le amministrazioni DEVONO fare il loro DOVERE, ma questo non comporta che tu possa comportanti come un INCIVILE ZOZZONE.

Spinti dal solito, che mi frega, tutto passa inosservato, e nella peggiore delle ipotesi criticando ciò che altri chiamerebbero ORO (la tua terra).

Ad insaporire il tutto, non possiamo tralasciare la nostra Idio-Ego-Superiorità, non sappiamo neanche più accogliere chi PAGA per dormire, mangiare e ammirare la tua Nazione, la tua Regione, la tua Città o il tuo piccolo paese.

Ma la colpa non è a senso unico, infatti, i cittadini hanno, si, IL DOVERE MORALE DI PROTEGGERE la storia del proprio territorio, ma TUTTE LE AMMINISTRAZIONI, a qualsiasi livello,  che CIUCCIANO dal portafoglio, HANNO IL DOVERE GIURIDICO di preservare, conservare e investire nel nostro bellissimo PATRIMONIO NAZIONALE. (E' inconcepibile vedere monumenti ricoperti di erbacce o rifiuti, avere personale impreparato nell'accoglienza, tenere Musei chiusi o inagibili per SECOLI e promuovere, promuovere, promuovere e promuovere CON I FATTI, senza inutili e sterili COMMISSIONI sull'acqua calda).

Iniziamo tutti a proteggere tutto quello che abbiamo di bello, altrimenti renderemo grigio non solo l'aria che respiriamo, ma anche le nostre menti e il nostro futuro.

7 commenti:

  1. Hai ragione, dalle mie parti finché i turisti arrivavano comunque li si bastonava, poi con la crisi qualcuno sta pensando di correre ai ripari, forse è troppo tardi.

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  2. Esiste un problema sostanziale. Se vuoi sfruttare il turismo devi fare impresa. E fare impresa è una cosa che in certe parti d'Italia era un reato ideologico e in altre è impedito dalle mafie. Per cui in entrambi i casi abbiamo rimediato con il "posto pubblico". Un bel lavoro finto in acciaieria annesso secondo lavoro in nero. Oppure un posto da vigile urbano per passare le giornate a leggere la gazzetta.

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  3. Bhè se fino ad oggi ci hanno insegnato che la medio e piccola impresa è stata la colonna vertebrale del nostro paese un motivo ci sarà... e poi perchè andare per vecchi luoghi comuni del secondo lavoro nero per chi lavora nelle acciaierie o dei vigili nulla facenti...
    Il lavoro nero si è sviluppato 1)per i baby pensionati nelle economie più ricche, mentre in quelle più povere, e meno pagati, il lavoro nero era dei disoccupati a cui le porte dell'essere messi in regola era preclusa dagli "sfruttatori"... Per i Vigili non posso garantire nelle piccole cittadine o paesini di tutta Italia, ma avendo girato per medio-grosse città non mi sembra proprio che leggano il giornale con i loro sott'organici (e ovvio che le Mele marce ci sono, come in qualunque tipo di aggregazione sociale), ma fino ad ora, come per gli operai, si è concepito il lavoratore (qualsiasi esso sia) come un numero, e non come risorsa da migliorare per il bene dell'azienda, società o stato...

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  4. Dai, mi sembra di vivere in un altro pianeta.
    E' ovvio che ci sono "lavoratori" che passano 8 ore alla saldatrice ad arco e che dopo 20 anni di quella vita sono rovinati.
    Ma è anche ovvio che la ideologia catto-comunista in Italia ha fatto si che si concepisse il "lavoro" come una "tutela sociale" garantita dallo Stato, o tramite l'assunzione nelle aziende partecipate e nelle varie branche dell'amministrazione pubblica, oppure tramite accordi "politici" tra aziende private e Stato, con i sindacati a fare da intermediario, essendo emanazioni dei partiti.
    E col "lavoro" inteso come "posto", vengono tutta una serie di "diritti", ancora concepiti come "tutele statali", per cui per un povero cristo che si sderena alla saldatrice o nell'altoforno, ce ne sono 10 che cazzeggiano a vario titolo.
    E come ha detto anche Monti, il risultato è che questo approccio "ideologico" all'economia ha prodotto la situazione peculiare italiana, enorme debito pubblico ed impresa privata in declino o dismessa.
    Giusto ieri sentivo su Radio Radicale una sessione del Parlamento e una deputata del PD interrogava la Fornero sulla situazione dei lavoratori di una azienda calabrese che forniva servizi di depurazione delle acque (forse alla Regione) e che sono stati licenziati quando non è stato rinnovato il contratto. La Fornero ha risposto PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA, che il Ministero può agevolare eventuali soluzioni alternative ma non può assumersi il ruolo di "garante della occupazione", cioè che è finita l'epoca in cui si poteva chiedere allo Stato di farsi carico direttamente di garantire "posti di lavoro".

    La piccola e media impresa italiana esiste in un contesto OPPOSTO a quello descritto sopra e infatti fino ad oggi era il regno del "sommerso", cioè dello anti-stato. Lo Stato ha sempre fatto di tutto per scoraggiare le attività imprenditoriali tramite la sua macchina burocratica, che poi è il motivo per cui l'Italia è sempre stata un problema per le aziende straniere.
    La ragione è ovvia, mentre lo Stato che PROVVEDE ai cittadini permette ai politici di sfruttare la leva del "voto di scambio", la impresa di piccole dimensioni sfugge a questo meccanismo.
    Chiediti perché al Sud, dove il turismo beneficia di migliori condizioni climatiche, si è sempre intervenuti con le famose "cattedrali nel deserto" e perché il Sud, dopo 50 anni di "politiche di sviluppo" non è ancora parte dell'Europa. La ragione è semplice, lo Stato o meglio i politici, hanno sempre avuto tutto l'interesse a tenere i meridionali in stato di dipendenza.

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  5. Forse le tue idee sono legate al tuo, legittimo pensiero, alle tue conoscienze, ma mi domando: a quanto risalgono ??? Il mondo è in veloce evoluzione, forse anche più di quanto noi riusciamoa percepire... E per questo ti sembra di vivere in un altro mondo, se tu fossi carrozziere chi assumeresti, un'amico di amici incapace o scansafatiche rispetto ad un altro che lavora benissimo, se usi la tecnica d'impresa prendi il secondo, perchè con il suo lavoro e la sua bravura ti farà guadagnare di più e ti farà conoscere nell'ambiente per l'ottimo lavoro fatto nella tua officina... Ma se invece si tratta il lavoratore come un numero, che quando vuoi lo cambi, logetti o lo sfrutti la dignità stessa del lavoro verrà persa.
    Per il sud il vero problema è la CRIMINALITA' che dev'essere abbattuta a ogni costo, perchè se nel caso della scelta di prima, il carrozziere, se ti venisse proposto l'incapace da assumere con una convincentissima Minaccia o una bella pistola sulle spalle tu chi assumeresti??? La crescita di un paese di una regione o anche di un cm quadro di territorio è più semplice e magari migliore, se liberi da sanguisughe criminali...

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    Risposte
    1. Lo stesso ormai vale anche per il Nord del Paese, in cui, trovando piccoli terreni fertili, queste mafie hanno messo radici, reclutando, a fior di soldoni, truppe locali. Tanto che ormai non desta nemmeno più stupore il numero di comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Quindi uno degli obiettivi socilai, legali ed economici da perseguire è abbattere le mafie.

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    2. Non so, a me sembra che il discorso di Monti sia stato abbastanza chiaro.
      E mi sembra anche che in questo momento nessuno consideri "abbattere le mafie" come una priorità, rispetto alla necessità di tenere in piedi lo Stato tirando fuori ogni anni i circa 750 mila miliardi di euro, di cui quasi metà sono gli interessi che paghiamo sul debito.
      Diventa difficile "abbattere le mafie" se non hai i soldi per pagare i poliziotti, ti pare?

      E' questo il paradosso italiano, l'idea che la "ricchezza" si possa creare dal nulla. E non è che l'abbiamo davanti come alternativa, ce l'abbiamo dietro come storia.

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