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martedì 29 maggio 2012

In Emilia la terra trema ancora, altri 5000 sfollati... Ecco le domande da porsi.

Non si arrestano le scosse sismiche che stanno flagellando l'Emilia e fanno tremare tutto il Nord Italia...

Case distrutte, chiese crollate, famiglie sfollate e palazzi pubblici (Ospedali compresi) ormai inagibili.

I dati non sembrano confortanti, anzi, leggendo alcune notizie, sembra che si aspettino nuove scosse di assestamento relative all'ultima scossa.

Purtroppo i terremoti sono per loro natura imprevedibili, non avvisano del loro arrivo, ma noi siamo pronti ad affronatare le emergenze ???

La mappa del rischio Sismico Italiano è attendibile ??? Esistono piani di evacuazione ??? Le strutture di nuova costruzione rispettano le normative anti-sismiche ???

Se tutto fosse stato costruito a regola d'arte cosa si sarebbe salvato ??? Quante persone si sarebbero salvate ???

Ripetendo il concetto che i terremoti sono fenomeni naturali, e che ora tocca rimboccarsi le maniche e rialzare la testa, non possiamo più permetterci di non tenere in considerazione le regole edilizie in materia anti-sismica.

L'ITALIA intera esprime la propria solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma e soprattutto alle famiglie che hanno perso un proprio caro sotto le macerie delle case e dei capannoni dove lavoravano.

Inoltre  vorrei anche ringraziare tutti gli uomini dei Vigili del Fuoco, della Guardia di Finanza, dei Carabinieri ed tutti i volontari che stanno contribuendo con la loro opera e con il massimo sforzo a proteggere ed assistere chi è stato colpito dal terremoto.




4 commenti:

  1. Cerchiamo di essere realisti.
    Gli edifici vecchi andrebbero tutti abbattuti e ricostruiti coi dovuti criteri ingegneristici. Significa abbattere e ricostruire la gran parte degli edifici italiani. Che sarebbe un'opera titanica e forse anche conveniente per l'economia, se solo l'Italia non fosse a un passo dalla bancarotta per il fatto che lo Stato spende molto più di quanto incassa da circa 30 anni.

    I terremoti sono imprevedibili perché i geologi non hanno idea di cosa succede chilometri sotto la superficie della terra. Possono solo fare delle congetture basate sui dati disponibili. E in quella zona non si verificavano terremoti da 500 anni. In Lombardia abbiamo la zona del Garda come zona a rischio sismico più elevato perché c'è stato un terremoto intorno al 1200. Cosa che non fornisce tante informazioni sul quando e sul come si verificherà il prossimo.

    Per il resto, basta guardare l'Italia dall'alto per capire che si tratta di una configurazione simile a quella del Giappone, con tanto di vulcani attivi, cosa che da sola indica il fatto che l'Italia si trova proprio sopra il margine di una zona di contatto tra due placche continentali.

    I Giapponesi hanno fatto prevenzione da più tempo di noi e con migliore organizzazione. L'ultimo terremoto ha fatto 15 mila morti e altrettanti dispersi.

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  2. @Lorenzo: il giappone, per quanto riguarda i le costruzioni anti-sismiche, è un modello da seguire, infatti un terremoto di magnitudo 5 per loro è quasi normale, senza alcun danno. Per quanto riguarda quello che è successo in Emilia, non si discute sulle chiese e palazzi storici, ma come può succedere che capannoni e strutture recenti siano crollate ? Occorre innanzitutto ridisegnare tutta la mappa geologica Italiana ed imporre regole edilizie che prevedano tutti gli accorgimenti anti-sismici da applicare sulle nuove costruzioni su tutto il territorio Nazionale.

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  3. Per prima cosa se imponi delle "regole" nel 2012 non ottieni niente perché ormai quello che potevamo costruire l'abbiamo già costruito anzi di più, non abbiamo un metro libero. Questa cosa di mettere le "regole" è di tipica derivazione sinistra, è un riflesso condizionato. Non importa cosa sia, le regole rassicurano.

    Seconda cosa, "disegnare la mappa" si può fare, la mappa del tesoro. Peccato che sia a capocchia perché alla base ci sono solo considerazione generiche e il risultato inevitabile è che in Italia non esiste nessun posto a rischio zero per cui tanto vale mettere le stesse regole dappertutto senza la mappa.

    E quindi veniamo ai due problemi di cui sopra. Non si tratta dei prossimi edifici, si tratta di cosa fare con tutti quelli che già esistono. E del fatto che non c'è modo di quantificare un evento che si verifica forse domani, forse fra 200 anni, forse un lieve tremore, forse l'apocalisse, per cui bisogna prepararsi al peggio.

    Al di la delle belle intenzioni, il problema è economico e concettuale. Economico perché gli Italiani hanno investito la ricchezza di intere generazioni nell'acquisto di una casa e non puoi dirgli che la devono demolire e ricostruire. Anche in considerazione che lo Stato non solo non ha "aiuti" ma gli aumenta le tasse ogni giorno. Concettuale perché in Italia vogliamo vivere in un museo, abitare nelle case del medioevo ben sapendo che stanno in piedi per miracolo. Gli edifici vetusti e la sicurezza sono due concetti antitetici.

    Chiudo sottolineando che abbiamo città intere costruite sulle pendici dei vulcani, ben sapendo che in caso di eruzione non si potrebbero nemmeno evacuare. Facciamo la mappa, mettiamo le regole. E alla fine si arriva sempre al solito punto, demolire e ricostruire.

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  4. Ah un'altra cosa: dalle fotografie che vedo, i capannoni crollati sono tutti coperti con eternit e quindi i soccorritori sono esposti al rischio delle poveri di amianto. Questo significa che i capannoni in questione sono vecchi di almeno 40 anni e che ovviamente l'eternit non è stato rimosso.

    E' una delle tante barzellette italiane, un po' come la legge che impone ai rivenditori di ritirare gli apparecchi elettronici dismessi. NESSUN rivenditore lo fa, meno che meno i centri commerciali, tutti lo sanno e nessuno muove un dito.

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