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giovedì 19 aprile 2012

Energia verde: Conoscete l'esistenza di cyclette per produrre energia elettrica ???



Si può abbinare il benessere fisico ed al tempo stesso avere un ritorno "ambientale" con la produzione di energia pulita, frutto del nostro sudore sui pedali ??? (nel vero senso della parola).

La domanda nasce, quasi ingenuamente, da una discussione tra amici sul funzionamento delle torce che si ricaricano girando una semplice manovella.

Effettivamente, se si aggiungesse una seconda manovella nell'altro lato, il meccanismo non sembra particolarmente diverso da quello di una bicicletta o cyclette da casa, con un'unica differenza: la presenza di un accumulatore di energia, o di un cavo per l'immissione dell'energia nella rete.

Non essendo "professori" della materia, ovviamente, hanno preso forme le più diverse teorie, sia sul meccanismo che sulla quantità di energia prodotta da una persona normale sui pedali.

Così è scattata la ricerca su internet di dati, eventuali modelli in vendita o esperienze sull'argomento.

Ebbene, anche se poche, alcune palestre in tanti paesi si sono dotate di cyclette o tapirulan idonee a produrre energia elettrica sfruttando l'energia cinetica prodotta dal corpo in movimento; che una cyclette mediamente in un'ora produce circa 100 watt, ma, ad eccezione di un modellino definito di poca durata, non ho trovato nessun altro modello in vendita.

Eppure se in'ora, tenendoci bassi, si producessero 70 watt di energia, pedalando 3 volte a settimana, in un anno si produrrebbero 10.080 watt, certo non sono Kw, ma porterebbe sicuramente un risparmio energetico sulla bolletta.

Ma poi quanto verrebbe a costare una cyclette del genere ??? Non saprei proprio dire...

Voi sapete qualcosa di più o avete idee sull'argomento ???

10 commenti:

  1. Ho visto la bicicletta su CaterpillerAM, Rainews, in allegra e faticosa attività. Non so dirti niente di più però, mi spiace
    bellissima ed interessante idea comunque

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  2. Certo, chiunque abbia studiato un minimo di fisica alle superiori sa che il problema non consiste nel produrre cariche elettriche o un campo elettromagnetico, lo sapevano fare anche gli antichi Greci. In sostanza ci sono due modi ovvi e uno un po' più complicato. I primi due sono strofinare tra loro due oggetti (per esempio lana su vetro) oppure creare una pila mettendo degli elementi di metallo entro un liquido acido (rame, succo di limone, patata, niente di difficile). Il metodo complicato consiste nel variare o muovere un campo magnetico attorno ad un elemento di metallo, come la dinamo della bicicletta. La variazione induce nel metallo una corrente elettrica.

    Il problema VERO consiste nell'immagazzinare l'energia. Infatti è vero che se pedali azioni una dinamo e si accende la lampadina ma appena smetti la lampadina si spegne.

    Il petrolio e suoi derivati sono utilizzati perché contengono energia chimica che viene rilasciata con la combustione. La comodità consiste nel fatto che il petrolio è già pronto in natura, è relativamente facile da trasportare e immagazzinare e fornisce molta energia rispetto al volume/peso.

    La energia prodotta pedalando, con le dinamo o con gli alternatori, di solito si immagazzina ancora setto forma di energia chimica, tramite le batterie.

    Le batterie sono ancora concettualmente più o meno quelle degli antichi, degli elementi di rame dentro il succo di frutta. Il risultato è che le batterie sono inefficienti per due motivi:
    - non c'è modo di rimettere il dentifricio dentro il tubetto, cioè tu per pedalare consumi più energia chimica (prelevata dall'ambiente sotto forma di alimenti) di quanta riesci a "rimettere dentro" la batteria.
    - la batteria ha un rapporto tra volume/peso ed energia immagazzinata che è molto basso rispetto per esempio al petrolio.
    Poi c'è il problema che le reazioni chimiche all'interno della batteria non sono ripetibili all'infinito. Ad ogni ciclo di ricarica la batteria degrada, cioè perde capacità.

    Dov'è la differenza tra una cyclette e un generatore eolico? Primo, il generatore è mosso dal vento e il vento esiste in natura, non devi pedalare tu. Secondo, l'energia prodotta dal generatore non viene immagazzinata, viene immessa nella rete di continuo e se non viene usata, va persa.

    Nel caso delle centrali idroelettriche, quando non c'è richiesta di energia nella rete, la corrente si usa per pompare l'acqua in alto, immagazzinando cosi energia potenziale, cosa che ovviamente sottosta al discorso del dentifricio e del tubetto.

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  3. Forse sono stato un po' criptico.
    Il fatto è che quando sei seduto sopra la cyclette la corrente elettrica non ti serve, ti serve prima e dopo.
    Facciamo il caso che tu entri in palestra, pigi l'interruttore per accendere le luci PRIMA di sederti sulla cyclette. Poi quando ti serve l'acqua calda per la doccia, sei sceso dalla cyclette.
    Da cui i casi sono due, o la corrente la immagazzini, oppure devi convincere la gente ad usare le cyclette a ciclo continuo per cui c'è sempre qualcuno che pedala e che ti fornisce la corrente nel momento che ti serve.
    Produrre energia quando non ti serve è un esercizio di stile.

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  4. Diciamolo a testa alta: "questo è il lorenzo che apprezzo", preciso e arguto. Il post in questione è nato realmente da una discussione tra amici, e dato che, ad es. il Led è una tecnologia degli anni 60, ma oggi nel 2012 sembra che sia un'ultima invenzione, non vorrei che il problema degli accumulatori, delle batterie, ecc siano stati risolti chissà da quanto tempo, mentre oggi sembrerebbe un'idea "rivoluzionaria". Se esistesse, con costi ragionevoli, e con un basso impatto ambientale nella produzione, pedalerei per ore :)

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  5. Risposte
    1. possibilissimo..fare una sudata sui pedali scaldando l'acqua di un boiler elettrico e poi una bella doccia a costo zero.

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  6. Vedi bene che se ancora equipaggiano le sonde spaziali con piccoli reattori nucleari, con tutte le complicazioni del caso, la ragione è che l'insieme di pannelli solari e batterie è ancora insufficiente per il rapporto peso/potenza, nonostante le Agenzie Spaziali possano usare il meglio tecnicamente disponibile.

    In ambito militare si usano pannelli solari ripiegabili per alimentare dispositivi elettronici quando non si può usare il generatore di un veicolo, collegato al motore convenzionale. In quel caso però si da per scontato la produzione "a perdere" della energia, senza immagazzinamento. In certi casi si usa anche li una fonte nucleare, per esempio certi dispositivi di puntamento sono illuminati con le normali pile mentre altri, per evitare che si spenga tutto proprio quando sei nelle peste, hanno dentro del Trizio che dura tipo 10 anni.

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  7. Ah un'altra cosa:
    Ad oggi i veicoli elettrici sono proposti in sostituzione dell'auto privata. Non funziona per due motivi, costi di acquisto troppo alti e autonomia insufficiente.

    Secondo me invece i veicoli elettrici dovrebbero essere proposti in sostituzione del trasporto pubblico, bus, tram, eccetera. Nel senso che tu fai un abbonamento alla azienda di trasporto, questa ti fornisce un veicolo elettrico per i tuoi spostamenti (che saranno più o meno nell'area coperta attualmente dal loro servizio di trasporto) e si fa carico di tutto, manutenzione, punti di rifornimento, punti di parcheggio, eccetera. Un concetto simile al car sharing.
    La cosa si può complicare all'infinito ma il punto di partenza è che bisogna distribuire i costi il più possibile. Allo stesso modo, non dovendo competere con le auto tradizionali, il veicolo elettrico si può progettare con altre specifiche, più adatte all'uso del pendolare o di chi deve spostarsi da un punto ad un altro della città.

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  8. Il problema delle auto elettriche è che non saranno mai sportive, il concetto cozza contro il concetto di risparmio, ma è fattibile per qualunque cosa, dalla bici agli autobus, passando per le auto cittadine.
    Per tornare all'argomento principale, lo trovo utile e sensato, poco sensato è invece bruciare così tanta energia in una palestra qualsiasi, per bruciare il cibo in eccesso, mentre in certi paesi si muore di fame.

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  9. Non capisco certi commenti di presunti "Fisici".
    Immagazzinare l'energia prodotta è una cosa abbastanza banale, esistono accumulatori di ogni tipo e genere.
    Con semplici circuiti si possono ricaricare con l'energia prodotta dalle cyclette.
    Il vero motivo per il quale non esistono prodotti commerciali e diffusi che generano energia dalle pedalate è semplicemente che l'energia prodotta è troppo bassa e risulterebbe quasi ininfluente nel bilancio delle spese energetiche di una palestra/abitazione.
    Sarebbe molto maggiore il costo per installare l'impianto di immagazzinamento dell'energia e distribuzione.

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